Trekking sul Monte Sirino e Monte Papa

DOMENICA 27 SETTEMBRE 2009

Responsabili Escursioni:

  • Giuseppe Perrone (Tel.3280582875)
  • Donato Casamassima (Tel. 3331166651)

  • Partenza da Matera ore 6:00 davanti alla Banca Popolare del Mezzogiorno in Via La Martella;
  • Ritorno a Matera per le ore 20:00 circa;
  • Difficoltà: EE;
  • Tipo di percorso: Lineare;
  • Dislivello Positivo: 850 m. per il Monte Sirino, 1000 m. per il Monte Papa;
  • Incontro pre-escursione: venerdì 25 Settembre 2009 alle ore 20:30 presso la sede di TFN in Via d’Alessio 21;
  • Numero massimo partecipanti: 25 persone;
Il punto di partenza è una piccola radura adiacente la Chiesetta della Madonna del Brusco in località Brusco di Lagonegro (PZ). Qui potete lasciare l’auto e riempire le vostre borracce alla fonte che è sulla sinistra (guardando la chiesa) nascosta sul terreno, è una sorgente ricca d’acqua che nasce dal Massiccio, solo in estate la sua portata viene ridotta. Imboccata la carrareccia alla destra della chiesa, inizia la salita al monte Sirino.
I primi 1500 metri (di sentiero) si affrontano con disinvoltura superando un dislivello di circa 150 metri. Si prosegue per 2,5 Km in un susseguirsi di tornantini accidentati immersi in una splendida faggeta con radici a vista molto suggestive. Questo tratto può far consumare una buona dose di energie a causa dei 500 metri di dislivello e del fondo sconnesso.
Superato il 4° km, uscendo dalla faggeta, si apre uno splendido panorama che si allarga ad ogni metro di ascesa accumulata. Si superano i successivi 300 metri di dislivello in poco più di 1 Km e mezzo in una serie di tornanti su fondo roccioso.
Siamo sul Monte Sirino a quota 1907 m, sulla sinistra troviamo la Chiesa intitolata a Nostra Signora della Neve, meglio conosciuta col nome Madonna di Sirino. Da quì, percorrendo 500 metri di discesa si arriva al sentiero che sale sul Monte Papa.
Eccoci sul chilometro più impegnativo e suggestivo del percorso, un crinale roccioso da affrontare con un po’ di attenzione a causa delle grosse asperità.
Alla fine del crinale, per pochi metri, bisogna farsi largo tra le piccole piante di faggio che tendono a nascondere il tracciato. Ultimi 150 metri di dislivello in poco più di 1 Km e siamo sul Monte Papa a quota 2005 metri.
Per il ritorno al Monte Sirino, possiamo effettuare una variante al percorso appena fatto che ci permette di aggirare il crinale roccioso superato durante la salita. Si scende su terreno roccioso per circa 800 metri, superato un brevissimo tratto in forte pendenza, ci si immette su una carrareccia ben tenuta che ci riporta alla cappella della Madonna di Sirino. Da quì ripercorrendo i propri passi si ritorna al punto di partenza.

Note su equipaggiamento e attrezzature.

Ferme restanti le raccomandazioni solite su abbigliamento e attrezzatura adeguati all’ambiente naturale -come tale esposto agli eventi atmosferici- e cioè scarponi da trekking, bastoncini telescopici, abbigliamento a strati, cappellino, protezione solare ed occhiali da sole, mantellina parapioggia, pranzo a sacco, acqua e sali minerali, ecc. si evidenziano alcune precauzioni e consigli:

  • È necessario disporre già in partenza per ogni partecipante di almeno due litri di acqua (o secondo necessità): lungo il percorso, causa la scarsa portata di acqua, non è pobile approviggionarsi di acqua.

  • È vivamente consigliato l’uso dei bastoncini telescopici soprattutto in discesa

  • Il sentiero si presenta insidioso ed è vivamente consigliato l’uso di scarpe adeguate, robuste per tomaia e suola: quest’ultima in particolare, deve avere caratteristiche antisdrucciolevoli (tipo VIBRAM o similari) così da garantire una buona tenuta su roccia umida o sporcata di terriccio e foglie. Le scarpe da ginnastica sono da escludere in quanto il pavimento di una palestra è evidentemente diverso dal suolo dei percorsi escursionistici.

  • Importante disporre di cappelli per la protezione al sole (parte del percorso è scoperto ed a quella altitudine l’insolazione è più forte che al livello del mare) e al freddo in caso di improvvise variazioni metereologiche tipiche di questa stagione.

  • Fondamnetali risultano essere gli occhiali da sole per evitare infiammazioni e congiuntiviti: come detto dai 1700 metri il luogo è completamente scoperto.

  • L’uso delle ghette è consigliato ma non indispensabile

  • Sulla vetta del Monte Sirino e del Monte Papa il vento è spesso forte così da raffredare i corpi a prescindere dalla temperatura dell’aria e dall’insolazione: consigliati pertanto capi del tipo wind-stopper o adeguati a tali situazioni per evitare colpi di freddo (un cappellino e un paio di guanti sono vivamente consigliati)

  • Dotarsi di vestiario di ricaambio da lasciare in auto.

Informazioni sul Luogo

Il massiccio del Sirino estrema propaggine meridionale del Parco nazionale della Val d’Agri e Lagonegrese, comprende alcune tra le maggiori cime dell’Appennino meridionale: monte Papa (2.005 m), cima De Lorenzo (2.004 m), monte Sirino (1.907 m).

Dall’aspetto imponente ma compatto, il gruppo montuoso è situato a ridosso del mar Tirreno, nella parte sud occidentale della Regione Basilicata, a dominio delle valli solcate dai fiumi Noce, Sinni ed Agri.

Dalle sue vaste e spoglie praterie di vetta lo sguardo spazia verso il golfo di Policastro, i vicini monti del Cilento, le guglie irte e selvose dei monti Zaccana e la Spina, l’imponente acrocoro del Pollino, il vasto ed immacolato bosco Magnano, i ripidi contrafforti del monte Alpi, il monte Raparo e le ampie e verdeggianti valli di Diano e dell’Agri.

E’ una montagna calcarea dal paesaggio vario, abitata sin oltre i 1000 metri; casette montane, piccoli poderi, minuscole cappelle, scuole, lasciano il posto alle querce, ai castagni, ai faggi. Nei punti più fitti del bosco trovano il loro habitat l’ontano, il carpino, il pioppo bianco e l’abete bianco. Spicca su tutti il noce, probabilmente indigeno. Tra i 1800 e i 2000 metri, alcune specie rare, tra cui, unica e soltanto qui, un’erba, la Vicia sirinica (veccia del Sirino).

Tra la fauna, la ghiandaia e il picchio verde, qualche esemplare di volpe e persino di lupo: gli appassionati di montagna, che qui vanno per passeggiare nei boschi, fare escursioni o sciare a soli 15 chilometri dal mare, giurano di riconoscerne le orme sulla neve. Tra le formazioni geologiche visibili a occhio nudo, interessanti le “marmitte dei giganti”, enormi invasi di roccia frutto di erosione.

Il lago Sirino è situato alla base del monte omonimo: lungo 250 metri e largo 100, esteso per 3 ettari, profondo al centro circa 8 metri. Deve la sua fama al paesaggio, una cornice di ontani, pioppi e querce secolari e alla presenza di splendide trote.

Il lago Remmo o Laudemio, posto ad un’altitudine di 1.525 m, è il lago di origine glaciale più meridionale d’Italia: esteso per poco più di due ettari ed immerso in una fitta ed alta faggeta, si è formato a seguito dello sbarramento costituito dalla morena frontale di un grande ghiacciaio che nel quaternario scendeva per circa quattro chilometri dal lato nord del monte Papa (2.005 m), sino ad arrivare in località Petinachiana.”