falco

7°Giorno Dal Giardino degli Dei al Santuario della Madonna del Pollino

Ore 8:00 si parte puntuali dopo l ‘abbondante colazione proposta dai gestori del ” Il giardino degli Dei”, nostro posto tappa. Per me la terza tappa di questo cammino, per gli altri la settima. Mi sono aggregata al gruppo “Al Patio” nel territorio del comune di Noepoli. Saputo di questo progetto l’istinto mi dicevo che questa esperienza la “dovevo fare”, un’occasione per scoprire una parte di Lucania che non conosco, l ‘opportunità di condividere questa esperienza con chi sceglie di “provare” le gambe e di sudare sotto il peso dello zaino invece di rimanere a casa. Sentivo che c’erano “buoni pensieri” dietro l’idea di questo cammino.. Il gruppo è tonico, allegro, le personalità diverse e a tratti si riconosce l’anima del Sud.

E Tutti accomunati dalla stessa passione: l’amore per il cammino. Scoprire Terre, luoghi, storie di persone attraversando il territorio a piedi. Alle 8:05 siamo davanti alla Fontana delle Murge, piccolo rifornimento d ‘acqua, la prossima fonte non è lontana e il peso dello zaino va considerato con attenzione. Ci incamminiamo sulla strada che porta verso il bosco, ai lati piccole radure incolte e tanti i colori ed i profumi: fiori di malva, cicoria selvatiche, iperico, cespugli di rosa canina, rovi generosi di more, ombrellini di finocchio selvatico, cardi viola. Il gruppo si sfilaccia varie volte, colpa delle salite che “tirano” ed è difficile rimanere compatti ,tranne in quei momenti in cui ognuno a modo suo cerca di rimandare a casa Bianco, il cane che ci ha seguito dal “Giardino degli Dei”. Poco più di un’ora e si arriva ad Acquatremola un bel posto sosta dove possiamo liberarci degli zaini per qualche minuto e fare un altro rifornimento acqua. Riprendiamo il cammino lasciando la strada asfaltata per prendere un “sentiero forestale”. Siamo nel mezzo della faggeta, la bellezza del bosco è tutta li: faggi secolari, punte di colore dei ciclamini al suolo, forme geometriche  degli abeti bianchi, il Silenzio che riempie ! Lungo il sentiero ci fermiamo per una piccola deviazione, nascosto tra i faggi un vecchio abete, ha tante vite sulle radici ma la chioma ancora svetta. Ridiamo, chiacchieriamo… Riprendiamo il sentiero, alcune salite mettono a dura prova le gambe, il fondo pietroso non aiuta, ma è questione di poco e siamo a Piano Jannace. Alla vista una verde radura dalle forme tondeggianti , bassi cespugli di ginepro, cardi secchi sparsi alla rinfusa, sui prati ben visibili i segni del passaggio dei cinghiali. Sulla sinistra Serra di Crispo. I primi quattro del gruppo sono lì da un po’,  si godono il sole , riposano i piedi. Dopo qualche chiacchiera alla fonte facciamo l ‘ ultimo rifornimento d’acqua, si riparte tutti. Prendiamo un sentiero stretto e pietroso che ci porterà in breve a Fosso Jannace dove rimangono i resti di un ponticello in legno. Proseguiamo sul sentiero..piccole salite…tante pietre..piccoli passi…Ad un tratto la vegetazione si fa rada,  ci sorprende  lo spazio  che si apre e l’ occhio arriva lontano. Una terrazza naturale si affaccia sulla valle del fiume  Frido ,  all’orizzonte il profilo di Serra del Prete, la cima del monte Pollino, il monte Grattaculo, Timpone di mezzo..pochi minuti ancora e si arriva al Santuario della Madonna del Pollino, un luogo di pace tra monti e valli di questo posto remoto della Lucania. Si lascia lo zaino, doccia veloce, i vestiti ad asciugare al sole. È arrivato il pranzo (con grande impegno di Nunzio abbiamo un pasto caldo )siamo a tavola c’è silenzio..è  la fame, il primo brindisi, vino rosso che inebria. Il mio pensiero va ai miei compagni di viaggio (li ringrazio Tutti)..e torno leggera su quella terrazza  , in quell ‘ angolino di mondo sulla valle del Frido : riuscirà l’uomo a custodire così  tanta bellezza?

Elisabetta Iacovone